venerdì 15 dicembre 2017

Perché avere due case è meglio che averne una sola...

Cari lettori,

dopo due anni è giunto il momento di mettersi di nuovo in viaggio verso l'Italia, anche se sento che questo viaggio avrà un sapore tutto diverso per l'enorme carico di sensazioni ed emozioni che porta addosso. 

Perché stavolta, al di là della gioia immensa legata al riabbracciare la mia famiglia e tanti amici, al di là della tristezza nel dover lasciare qui un pezzetto della mia vita, viaggerò con due passaporti!


Ebbene sì, sono riuscita ad avere il passaporto brasiliano a tempo di record, a pochi giorni dalla partenza. L'anno per me si chiude con un lungo viaggio in Italia, ma come italo-brasiliana, lasciandomi una patria alle spalle per incontrarne un'altra oltreoceano, in un vortice di sensazioni piacevoli ma al tempo stesso così bizzarre e difficili da spiegare. 

Ora più che mai avverto fortemente questo sdoppiamento di emozioni, che vivendo all'estero sono inevitabili e lo diventano forse ancor di più quando si decide di farsi veramente "adottare" dal paese ospitante. 

Questo passaporto, il fatto di essere cittadina brasiliana a tutti gli effetti, rappresenta per me una sorta di giro di boa, la prima parte di un lungo e faticoso percorso che un po' per caso mi ha portato in Brasile, e che da oggi in poi seguirà verso nuove mete e nuovi obiettivi.

Oh, il Brasile! Questa terra così giovane, in cui si mescolano razze, religioni e culture di ogni tipo, terra dai paesaggi unici, terra che accoglie a braccia aperte, terra che nonostante i problemi enormi da affrontare mantiene il suo fascino e la sua bellezza esuberante, terra il cui popolo parla una delle lingue più ricche e più belle del mondo, terra che da oggi in poi sarà anche la "mia" terra.

Questo passaporto non rappresenta soltanto un documento di viaggio, il certificato di naturalizzazione che mi è stato consegnato non rappresenta soltanto un pezzo di carta, almeno non per me. Chi mi conosce sa bene quanto era grande la voglia di Brasile in me, sa bene quanto rispetto e quanto amo questo paese e la sua gente, e la gioia in questo momento è incontenibile. 

Ecco quindi che mi preparo al mio viaggio in Italia con la sensazione di lasciare la mia patria per tornare in patria (!?!): ditemi voi, non è per caso questa una sensazione bizzarra? 


Arrivederci al prossimo post!!!



venerdì 1 dicembre 2017

Sono ufficialmente cittadina brasiliana!

Cari lettori,

ormai sono ufficialmente una cittadina brasiliana!!! Lo scorso 28 novembre alle 9 del mattino si è tenuta la cerimonia di naturalizzazione presso l'edificio della Justiça Federal di Vilhena, al cospetto del Giudice Federale e del Procuratore della Repubblica. 


Insieme a me c'erano quel giorno altri due naturalizzandi: Cesar, un ragazzo del Perù, e Simone, una ragazza del Sudafrica. La cerimonia è stata semplice ma solenne al punto giusto. Io ero accompagnata da Renato e, ovviamente, da Nilza, che è stata la prima ad arrivare, come al solito! 


Per prima cosa sia il giudice che il procuratore ci hanno illustrato brevemente cosa cambia con l'acquisizione di una seconda cittadinanza dal punto di vista giuridico, i nostri nuovi diritti ma anche doveri.



Dopodiché ad ognuno di noi è stato chiesto di leggere parte di un articolo della Costituzione brasiliana. Quindi, è stata la volta dell'Inno nazionale brasiliano, che abbiamo cantato tutti insieme, in piedi. Alla fine ci è stato consegnato il tanto atteso Certificato di Naturalizzazione, che abbiamo dovuto sottoscrivere in due copie, e, contestualmente, abbiamo dovuto riconsegnare la nostra carta di identità di stranieri (il famoso RNE, Registro Nacional de Estrangeiro).

Consegna del certificato di Naturalizzazione




Foto di rito con il Giudice Federale (a sinistra) ed il Procuratore della Repubblica (a destra)
Io e Renato, due italo-brasiliani!!!
Seguono i video relativi alla lettura della Costituzione federale del Brasile e all'esecuzione dell'Inno nazionale brasiliano.



L'emozione a tratti ha preso il sopravvento, come immaginavo. Sooprattutto durante il breve discorso di benvenuto del giudice ai nuovi cittadini brasiliani, in cui si è detto felice di vedere in noi quell'entusiasmo di cui il paese in questo momento delicato sente tanto il bisogno, e ci ha spronati a continuare a contribuire positivamente per il futuro del Brasile.


Arrivederci al prossimo post!!!


lunedì 23 ottobre 2017

Le nostre ferie invernali: Buenos Aires (Argentina) - Parte IV

Cari lettori,

siamo finalmente arrivati al nostro ultimo giorno di viaggio, trascorso a Buenos Aires prima del ritorno in Brasile. 


Rientrati di mattina in città in nave dall'Uruguay, abbiamo dedicato l'intero pomeriggio a disposizione all'acquisto di alfajores da portare a casa come souvenir, nonché ad un'ulteriore sosta al Café Tortoni, alla caffetteria Havanna e ad un'ultima cena in una parrilla tipica argentina.




Nonostante la pioggia e soprattutto senza ombrello, abbiamo lasciato i bagagli in ostello, ci siamo riposati un po', abbiamo fatto una doccia e poi siamo usciti per pranzare al KFC con il loro famoso pollo fritto che ancora non conoscevo. Dopodiché ci siamo diretti al negozio Havanna per comprare chili e chili di alfajores da mettere in valigia e prendere un cappuccino al caldo. 


Caffetteria Havanna
 

Quindi è stata la volta del secondo round al Café Tortoni, dove stavolta abbiamo provato una fantastica cheesecake e la torta di mele con gelato, insieme ad un cioccolato caldo per me ed un cappuccino per Renato.




Cheesecake, torta di mele con gelato, cappuccino e cioccolato caldo al Café Tortoni
E dopo la spettacolare merenda pomeridiana, siamo tornati in ostello per poter cercare un ristorante dopo mangiare la nostra ultima parrilla argentina. I ristoranti ovviamente non mancano in città, ma abbiamo preferito un locale un po' fuori dal centro e dal movimento turistico, semplicissimo e frequentato quasi esclusivamente da argentini. La scelta si è rivelata essere perfetta: abbiamo mangiato la carne migliore di tutto il nostro viaggio (ojo de bife) e ci torneremo sicuramente in futuro...


Ojo de bife con papas fritas...
Vino rosso argentino
Buen provecho!!!
 

L'indomani mattina presto abbiamo preso un taxi fino all'aeroporto Aeroparque, il secondo aeroporto della città e il più piccolo, che si trova a pochi chilometri dal centro di Buenos Aires. Al momento del check-in c'era la Nazionale di Rugby Argentina in attesa insieme a noi, ed io ne ho ovviamente approfittato per farmi una foto con tanta bellezza riunita...

Parte della Nazionale Argentina di Rugby all'aeroporto..
 


Rio Cuiabá visto dall'aereo

Arrivati a Cuiabá ci siamo diretti alla stazione degli autobus per affrontare il solito lungo viaggio fino a Vilhena. Hasta luego amigos!


Arrivederci al prossimo post!!!